martedì 12 novembre 2013

Oggi è un addio

Ti conosco da dieci anni e non so più chi sei e fa male, cazzo se fa male. Non è successo proprio oggi, o ieri, è successo da tempo, solo che probabilmente non l'ho voluto vedere, perchè mi avrebbe ferita troppo. Capita poi che la vita di tutti i giorni ti metta davanti alle cose per come sono, nella loro semplice e cristallina realtà, anche se non vuoi.
Faccio una domanda banale e la tua risposta mi destabilizza completamente, come un pugno in faccia dato da un pugile. Non mi saltano i denti fuori dalla bocca, però resto rintronata, grugno a terra. Nel mio angolo ci sono angeli delicati che cercano di ricacciarmi indietro le lacrime, che mi detergono il sudore e tentano di convincermi a rimettere i guantoni, a lottare.
Io forse non ce la faccio però... del resto tu stai raccogliendo l'applauso del pubblico, sorridi felice e alzi le braccia, già pensando al prossimo incontro, alla tua gioia attuale.
Non capisci che per me si parla di ritiro, che non trovo più le ragioni, nel mio cuore, per tenere questi stupidi cocciuti piedi sul ring. La fiducia totale in te, l'amore puro e sincero, il tifo incondizionato per tutto quello che ti riguarda, lo sguardo benevolo e attento alle tue scelte, la giustificazione sempre e comunque.
Ci sono delle regole, anche sul ring, tu non le rispetti da tempo, io ho finto di non accorgermene, ma non ora. Non posso più, non con gli occhi pieni di lacrime e il cuore alla deriva.

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