sabato 15 marzo 2014

Un panormita da Spontini

Dopo una sessione di shopping di una velocità che definirei lampo (sotto i 10 minuti compreso il parcheggio della vespa, la prova del capo e la strisciata di carta) decidiamo di mangiare qualcosa, siamo in Corso Buenos Aires angolo con Via Spontini, dove altro potremmo andare? Da Spontini. 
Ecco le critiche che la mia dolce metà è riuscito a trovare a quello che per i milanesi è il tempio della pizza al taglio. 
Da notare che siamo andati alla casa madre, non alle succursali, proprio alla fonte di sua maestà la pizza alta, croccante sotto perchè unta ai limiti dell'ictus coronarico e con una pigiamata di pomodoro e filante mozzarella.
1. La fila fuori: dover stare in fila (anche se davvero per poco) per accomodarsi ad un tavolo non và, anche se nel frattempo ti puoi concedere una sigaretta e qualche chiacchiera. La chiacchiera si fa seduti. Sempre.
2. La scelta: pizza margherita o lasagna. Puoi scegliere solo se il trancio debba essere normale o abbondante. Inconcepibile per chi abbia mai avuto l'onore di mangiare la pizza di Graziano non avere la possibilità di aggiungere delle melanzane, del prosciutto o qualche carciofino. Ho tentato di spiegare che l'approccio di partenza è molto diverso ma non c'è stato verso.
3. Pagamento: non accettano buoni pasto nel week-end e anche in settimana sono più quelli che non prendono di quelli che si. Niente carta mai. Niente bancomat sotto i 10 euro. Insomma farebbero prima a dire "solo cash". Di principio con tutti questi divieti un siculo si incazza. 
4. Fast food: praticamente appena finita l'ultima briciola di pizza il cameriere, senza troppe cerimonie, ti fa capire che devi alzare le chiappe e andartene, ci sono altre 100 persone che aspettano di occupare il tuo tavolo. Rischio rissa col cameriere ai massimi storici.
Raccontata così parrebbe che io invece da milanese apprezzi tutto questo. Non è così, ma è la pizza al taglio più buona che offra la città e tutto il resto è la solita frenesia della metropoli, da cui basta semplicemente farsi sfiorare, schivandola.
Graziano è e resta il top, ma resta pure a Palermo, 1841 chilometri da qui. Ma tanto prima o poi sarà Spontini ad essere a 1841 chilometri da me, basta solo avere pazienza.



martedì 11 marzo 2014

Domani porta pioggia

Ormai le previsioni del tempo non sbagliano, non c'è verso. Puoi sperarci fino all'ultimo ma tanto se dicono che porta pioggia ti bagnerai.
L'importante - come un po' per tutte le cose ineluttabili che sai con largo anticipo che ti cadranno addosso - è godere del sole finché c'è e poi... stivali di gomma e cerata!
Domani porta pioggia e io non ho tutta questa voglia di bagnarmi, nonostante sappia bene che è inevitabile.
Allora domattina dovrò scegliere il mio miglior sorriso, indossare gli stivali di gomma e vedere un po' cosa succede.
Magari non sarà un temporale così forte come è stato annunciato, magari sarà una pioggerella sottile ma fastidiosa che si protrarrà per giorni. Non conosco questa nuova pioggia che mi bagna, ma la sentirò presto sulla pelle. Comunque vada, qui non si smette di sorridere per nessuna cosa al mondo, che si sappia.



venerdì 7 marzo 2014

Emotivamente stitico

Ieri sera nella formazione classica già testata agli Europei 2012 - se si andò in finale con la Spagna fu grazie a noi - si è affrontata un'altra finale: quella della terza edizione di Masterchef.
Il gruppo d'ascolto composto da Johnny, Maur8, James, Gabri e la sottoscritta si è presentato con la giusta componente polemica, ma presto ci si è resi conto che il nostro favorito non avrebbe trionfato.
La serata è stata monopolizzata da un personaggio triste e del tutto sciapo, l'emotivamente stitico Federico.
Uno che se mi invitasse a casa sua a pranzo mi farebbe un torto. Uno che ha parlato di una nuova idea di cucina ma spesso ha fatto delle cagate aberranti. Più di tutto i suoi piatti e i suoi modi non mi mettono appetito, in nessun senso. 
In cucina e nella vita amo le persone che ci mettono cuore. La creatività va bene, ma arriva seconda. Fammi pure due spaghetti al pomodoro, ma mettici dentro tutta la passione che puoi. Falli bene perchè vuoi viziarmi e saziarmi, falli per me, non per soddisfare il tuo ego.
Alla fine quello che conta è solo una cosa: come mi fai sentire.