giovedì 30 gennaio 2014

Fili

Provo imbarazzo. Odio me stessa per aver creduto che da una mediocrità simile potesse nascere qualcosa di buono. Fossi a casa mi metterei a trafficare in cucina per distrarre la mente dall'ondata di auto intransigenza che mi sta investendo.
Ma non ci sono a casa. Nevica e piove, non si capisce, ma quello che si capisce chiaramente è che prima di raggiungere il sicuro rifugio di una casa spazio temporalmente sconnessa dal resto del mondo ci impiegherò ancora troppo. 
Quel paio d'ore in cui rimuginare su quanto posso essere becera con me stessa se mi ci metto. Tempo in cui darmi ogni colpa possibile e domandarmi come posso non aver notato prima quanto esile fosse il mio filo. Stupido ragnetto cazzone. Tutta concentrata a sentirmi valorizzata, a guardare per forza il bicchiere mezzo pieno, come se a essere oggettivamente pessimista e realmente concreta mi facessi male. E forse si, perchè alla fine l'ottimista è molto più codardo del pessimista, certo guarda avanti sorride e dimentica e non calcola, va semplicemente oltre. Il pessimista invece rimugina, considera, ripensa, interroga, valuta, non dimentica. Stupida cagna, se magari perdevi qualche minuto a deprimerti e a vedere anche la prospettiva peggiore, adesso non staresti in caduta libera, mentre guardi il tuo filo luminescente che si sporca e si lacera, lasciandoti precipitare nel disinteresse.



mercoledì 22 gennaio 2014

22 gennaio

Quando c'è da chiacchierare chiamo mia mamma, quando ho un problema da risolvere faccio il numero di mio papà. Oppure quello di mia mamma e con tono imperioso e sbrigativo dico "passami papà", secco così senza nemmeno dire ciao.
E' una dinamica che mi è capitato di raccontare a qualche amico, nel tentativo di spiegare cosa significhi essere figli unici, volendo andare un minimo oltre i vizi e i privilegi. 
Mio padre è stato prima di ogni altra cosa il mio compagno di giochi preferito, per anni. Paziente e sempre desideroso di lasciarsi trascinare nel vortice della mia tirannide, capace di inventarsi per me bambina un mondo di animali buffi e unici, solo miei e suoi, con cui giocare fino allo sfinimento, perchè avevano nomi strani e perchè mi portava a conoscerne la versione reale ai giardini. Quindi cigni, tassi e animali che potevo vedere coi miei occhi diventavano protagonisti di quello che ci raccontavamo per ore, io e lui, fitto fitto, di sera. Creature in bilico fra realtà e pura invenzione, che sono ancora familiari nella mia mente e che spero di presentare ai miei figli tra un po'. 
Oggi Angelo compie sessantatre anni, ma se chiudo gli occhi per me è sempre il trentenne che mi teneva in braccio e mi faceva interpretare Daisy di Hazzard lanciandomi da una parte all'altra della stanza come se davvero stessi salendo al volo sul Generale Lee. Occhi grandi e dolci, che mi guardano sempre in modo benevolo, qualsiasi cosa io faccia o dica.
Buon compleanno papà.



...e qui si capisce chiaramente da chi ho preso il lato spiritoso!






martedì 21 gennaio 2014

Folletto

Stamattina l'incubo della casalinga di Voghera si è materializzato alla mia porta sotto il segno della tradizione: il venditore della Folletto Vorwerk. Mi ha scampanellato energicamente mentre io, pigiama e pinza in testa, mi stavo dando al restauro mattutino. Ho aperto palesemente contrariata e mi sono lasciata intortare per oltre mezz'ora, perchè io non so cacciare via nessuno. Ha tentato di conquistarmi in ogni modo, primariamente offrendomi un lavoro, poi pulendo le fughe tra le piastrelle e promettendomi una igienizzazione completa del materasso (che stando a lui è un noto covi di acari), ma con uno scatto di volontà sono riuscita a liberarmene. 
Dopo questo colpo sotto la cintura, infertomi dal fato del martedì, ho ritenuto che per non deprimermi completamente pensando a quanto è sporca casa mia fosse necessario attuare un piano accurato di gestione dei rischi della giornata. Quindi ecco un programma low cost attuabile da tutti quelli che devono fuggire da casa inseguiti dagli acari: giro in Rinascente per un regalo di compleanno, pranzo con Fede da Luini - panzerotto fritto rigorosamente mangiato sui gradini di San Fedele da cui ci hanno cacciati perchè giravano un film in costume anni '30 e noi non eravamo abbastanza a tema - caffè in Piazza San Carlo e poi, per la milanese doc, 250 gradini per raggiungere le terrazze del Duomo. Io, le guglie gotiche e qualche giapponese.
Alla fine non è andata male, ma la dimostrazione con pulizia globale del materasso forse la voglio, mannaggia a lui.



venerdì 17 gennaio 2014

Album? No, grazie.

Cento! Non qualcuna, non una selezione, non svariate e nemmeno molteplici, solo troppe. A vincere il mio odio in questo venerdì 17 sono quelli che su facebook pubblicano interi album fotografici con i soggetti più vari, album che contengono centinaia di immagini, roba che ti annoi ancora prima di aprirlo (e infatti manco per sbaglio, mi raccomando). Già tollero poco chi sente il bisogno di aggiornare tutti su ogni singolo noioso e insignificante dettaglio della sua giornata, ma qui si è perso davvero il senso della misura.
Ho visto ego-mostri da oltre cento foto per avvenimenti che sinceramente ne potevano meritare al massimo tre. La domanda è: se per il tuo nuovo cagnolino/gattino/canarino o per i tuoi 26-27-34 anni pubblichi 340 pose, quando mai per disgrazia decidessi di convolare a nozze o di riprodurti che farai? Vendi l'esclusiva a Signorini come Belen e De Martino?
Evidentemente la perversione nasce dall'errata convinzione che tutti possano essere interessati, ma la risposta è semplice: no, non lo siamo, davvero. Farebbe più audience Antonella Clerici che conduce Quark. Come dice il mio grande e saggio amico Fede "più social, più soli". Non potrei essere più d'accordo. 




giovedì 16 gennaio 2014

Le erbette

Oggi all'altezza di Greco Pirelli ho visto un signore che sotto la pioggia raccoglieva le erbette sul ciglio dei binari. Una cosa decisamente strana per il posto in sè e per il gesto bucolico, un po' anacronistico.
Senza preavviso mi sono ritrovata in calzoncini corti, bicicletta, codini e mio nonno Andrea in bici con me. Campagna lomellina degli anni '80, tanto sole, cielo estivo un po' lattiginoso, cascine e mucche e contadini che ti vendono le uova nel caldo afoso. Ricordo il cestino di mio nonno pieno di erbette e il mio pieno di tutto tranne erbette, fiori per lo più, da portare a mia nonna.
A me poi non sono mai piaciute, come tutte le cose troppo verdi e palesemente salutari, ma la raccolta e tutto quello che comportava si e oggi è dentro uno scrigno prezioso di ricordi, che solo andrebbe aperto più spesso.
Non ci pensavo da tanto, è bastato vedere quel signore curvo sotto l'acqua impietosa di stamattina per rivivere tutto con chiarezza. Chissà quante altre immagini ci sono nel mio cervello, incastrate sotto anni di quotidianità e routine. Per oggi comunque sono felice, la pioggia ha liberato dalla polvere le erbette e i giri in bici con mio nonno Andrea, capelli bianchi su una testa dura, come la mia.



mercoledì 15 gennaio 2014

In cerca dell'asse

Eh si, da quasi un mese ho abbandonato il blog. Non avevo niente da dire e meno ancora da scrivere. Son stata troppo presa a vivere, meglio così. Oggi finalmente un nuovo input, di quelli che mi stimolano decisamente, capirai.
Allora pare che fior di studiosi abbiano stabilito che quando i cani cagano, lo facciano allinenadosi col campo magnetico terrestre, per la precisione sull'asse nord-sud. Ecco spiegato perchè girino su se stessi senza sosta prima di accucciarsi felici nella beatitudine della deiezione: cercano l'asse.
Che è un po' quello che sto facendo io in questo inizio gennaio carico di promesse e di propositi. Tanto fermento attorno a me, cambiamenti in vista un po' per tutti, per chi già li sta vivendo e per chi ne vorrebbe, fermento e desiderio di annusare l'aria, per capire se si sta facendo la cosa giusta o no. Aria frizzante di scelte spesso radicali, decisioni impraticabili come quella di andare a correre o di fumare meno, giornate spese a fantasticare su tutto. Questo gennaio assomiglia tanto a un prato in cui senza punti di riferimento ci aggiriamo, in cerca dell'asse giusto, per poi finalmente cacare.
Il mio proposito per l'anno nuovo è essere filosoficamente piana, quotidianamente onesta e programmaticamente franca. Bentrovate amiche mie, con leggerezza, non abbiate paura di cercare l'asse!