mercoledì 18 dicembre 2013

Supercalifragilistichespiralidoso

Il vecchio CBCR (Cresci Bene Che Ripasso) ha di recente preso una nuova connotazione nella mia mente. Settimana scorsa ho passato un pomeriggio con un'amica e il suo bimbo di 17 mesi, stupendo perché molto tranquillo e sorridente.
Ho avuto modo di notare che i bambini sotto i due anni non parlano, emettono suoni. La mamma e il papà li comprendono e per ciascun suono hanno imparato ad abbinare le intenzioni espressive del proprio frugoletto, con la precisione invidiabile dell'archeologo che decifra la Stele di Rosetta. Io no.
In mezzo a versetti e risolini mi diverto moltissimo, ma non ti capisco amico, scusami. Cioè aiutati almeno con i gesti, fammi dei segni inequivocabili, altrimenti non ti seguo.
Posso roteare come un derviscio per una mezz'ora facendoti ballare sulle note immortali di 44 gatti in fila per 6 col resto di 2, posso giocare a cucù nascondendomi dove ti pare pur di farti ridere e fingere di tirare fuori oggetti dalla borsa senza sosta come Mary Poppins, ma poi tu dovresti fare lo sforzo di esprimerti con chiarezza. Lo so, stai imparando, ma io non ho pazienza e non amo i rebus, quindi ti lascio nelle braccia della tua mamma e mi rassegno al fatto che potrò iniziare ad avere un rapporto soddisfacente con te intorno agli 8-10 anni, quando parlerai e ti esprimerai con proprietà di linguaggio. Allora ti racconterò un sacco di cose, ti dirò che io e la tua mamma siamo state giovani e scapestrate insieme e potrò farti ridere con tanti aneddoti stupidi ma veri, come me e Barbara.
Sembra cinismo, si tratta di semplice ignoranza di un mondo che forse scoprirò solo quando diventerà il mio. La verità è che di questi piccoli umani buffi e teneramente diabolici, per il momento, ho paura.



Messaggio per te

Ultimamente capita che le amiche e gli amici mi chiamino o mi scrivano per dirmi che hanno letto qualcosa qui e che li ho fatti ridere.
Mi confessano anche di avere delle vere pellicce nell'armadio, ma di coniglio e comunque regalate. E si ride ancora di più, ma assieme.
La cosa mi riempie davvero di super gioia e contentezza ed è come se ci fosse un filo invisibile che tiene unite tutte le persone a cui voglio bene e che - vicine o lontane - possono mantenere un appuntamento con me e con le mie stupidaggini.
Per cui, anche se non ho ancora chiaro che direzione dovrebbe prendere questo blog e cosa dovrà diventare "da grande", mi prendo tutto il bello che ne viene e me la godo.
Semplicemente grazie a voi perché ci siete, nella mia vita e qui.



lunedì 16 dicembre 2013

A tavola non siamo tutti uguali

Ieri ho pranzato con amici a casa dei miei. Durante le varie chiacchiere leggere da domenica in famiglia mia madre mi ha dato la seguente notizia: il 2014 sarà ricordato come l'anno in cui la carne di cane sarà liberalizzata dalla Comunità Europea.
Cioè sarà possibile vendere e comperare carne di cane a scopo alimentare.
Onestamente per qualche secondo ho accarezzato l'idea di diventare un'estremista vegana. Pensiero che mi tocca ogni volta che la brutalità di qualche video o di notizie particolari (come questa) arriva al mio orecchio.
Poi ci ho pensato meglio e alla fine ho ritenuto che possedendo un cane di oltre 40 kili la risposta giusta poteva stare anche nel vederlo alla macelleria più vicina e capire quanto ne potevo ricavare. 
Ma del resto, se solo nel nostro paese ci sono sfumature gastronomiche sottilissime e addirittura nella stessa regione il medesimo piatto ha due o tre varianti diverse, come pretendere che tutto il mondo mangi le stesse cose?
Si tratta di tradizioni e culture molto lontane dalla nostra. Ad esempio, tornando a Sambuca, per i musulmani il cane è un animale impuro (come il maiale), quindi per loro vedermi andare a spasso con lui è come vedermi passeggiare con un porco al guinzaglio.
In India la mucca è sacra e qui invece ci mangiamo le meglio bistecche. Insomma tutta questa sensibilità è alla fine a senso unico, cioè ci sentiamo toccati solo da quello che per tradizione e cultura ci è stato inculcato come corretto. Alla fine quindi il cane a tavola vale come il cavallo o il coniglio o la mucca o il delfino.
Pare che ora io stia per linkare una cosa che non c'entra un cazzo, invece c'entra.
E' il trailer di un progetto più ampio, di un amico. Parla di emozioni e di viaggi e di diversità e io lo condivido qui.




giovedì 12 dicembre 2013

Amore a quattro zampe

Certe volte la differenza tra una giornata ricca di avventura e una molto noiosa la fa l'amico a quattro zampe, un cane preferibilmente. Lo preciso per gli amanti dei gatti o per quelli che pensano che criceti e furetti siano animali da compagnia (non lo sono!).
L'operazione indispensabile della passeggiata, almeno due volte al giorno, regala una quantità inesauribile di spunti sui quali ridere e incazzarsi e riflettere.
Nella stessa giornata mi è capitato di discutere con un perfetto estraneo infastidito da me e dal fatto che il mio cane stesse annusando il muro di casa sua (era convinto che la pisciata fosse poi garantita), di terrorizzare la vecchietta del negozio di antiquariato e chincaglierie con vetrina su strada che ha avuto la malaugurata idea di mettere in bella mostra una specie di terrier bianco impagliato scatenando così la furia cieca di Sambuca, che l'ha naturalmente preso per vero. La strana immobilità dell'altro non l'ha turbato.
C'è poi la matta del quartiere che ha stabilito che lui sia il cane di Dio. Ho provato in ogni modo a spiegarle che il cane è Mio e non di Dio, come prova il fatto che trova me al freddo in giro a pisciarlo e non certo Dio. Ma pare che questa spiegazione sia troppo empirica e quindi inaccettabile.
Quella di spaventare il proprietario del banco dei canarini al mercato del venerdì è praticamente una liturgia di cui nè io nè lui ci priveremmo mai, solo perchè facciamo esplodere un casino da finale di Champions League in una tranquilla mattina milanese.
Tutti validi motivi quindi per amare il proprio orso peloso come nient'altro al mondo. Quando poi lo porti a lavare e te lo restituiscono con addosso una collanina che manco a Copacabana, la giornata prende per forza la piega giusta, e io ridendo ringrazio.



mercoledì 4 dicembre 2013

Twister

Una settimana intera di sole e cielo azzurro, con la sola parentesi di una giornata in cui è scesa appena un po' di neve, è già un buon motivo per essere allegri e positivi.
Hanno riempito di nuovo il Naviglio e stasera mi attende una cena di tutto relax con due amiche e i loro racconti.
Praticamente l'estasi.
Noto però che la felicità non piace, bisogna più o meno lamentarsi senza sosta, per una cosa qualsiasi, quindi forza, ci metto poco ad allinearmi, sono nata polemica.
Ci penso un secondo e decido che desidero parlare male di quelli che trovano il coraggio di prendersela con fervore e di manifestare un senso civico integerrimo solo con gli extracomunitari.
La faccenda è piuttosto semplice: sui mezzi pubblici la rissa è sempre pronta a esplodere per motivi assortiti. Ma se c'è la possibilità di dare una bella lezione di civiltà a qualche straniero meglio ancora. Vecchiette che fino a pochi istanti prima erano accartocciate sui loro carrelli in uno stato di pre enfisema polmonare iniziano a inveire, in una ritrovata energia educativa.
Gli argomenti sono nobili, tipo che il magrebino con la tuta da imbianchino si deve reggere bene per non franare addosso ai vicini (vero ma se lo avessi fatto io non si sarebbe mai rivolto nessuno in quel modo). Oppure cacciare a male parole la donna con velo che sale sulla 90 con passeggino e 3 bambini oltre alle borse della spesa. Certo lei è un po' ingombrante e c'è da farle spazio, ma se fosse stata una ragazza italiana chi mai avrebbe osato dire che è indecente salire così carichi sull'autobus? Vogliamo dire che sull'autobus ci puoi salire solo se sei agile, flessuosa e possibilmente magra? E tu allora con 'sto carrellino e quel portamento da mummia? Non mi stai forse intralciando? Si, ma ti tollero, anche quando mi chiedi con tono dolce "scusi, scende alla prossima?" e quando ti dico di no mi proponi l'equivalente di una partita a twister, carrellino compreso. 
C'è molta intolleranza, nei giovani come negli anziani, ma non è un motivo per prendersela con chi è in minoranza.
Poi finisce che i bambini imparano che offendere un extracomunitario non è un'offesa e ci ritroviamo 13.000 ragazzini che gridano "merda" allo stadio all'indirizzo di un giocatore.
Ah questo è già successo.