martedì 26 novembre 2013

L'importanza di essere Franco

Oscar Wilde, con quel modo tagliente e cinico, tutto anglosassone, di presentare le cose, mi è sempre piaciuto più degli altri suoi contemporanei. Mi ha sempre affascinata l'ironia come arma di distruzione di massa, per dire tutto quello che realmente pensi, ma facendo finta che tutto resti in una dimensione di puro scherzo. Si possono dire cose orrendamente sincere, direttamente e senza nemmeno essere scortesi... ah che bellezza l'ironia.
Quest'estate alcuni amici palermitani mi hanno dato un soprannome che mi sento perfettamente addosso e che credo mi rappresenti piuttosto fedelmente: Franco.
Ora, superato lo scoglio di genere, considerato che al femminile del resto mi ha sempre fatto schifo e, in ultima analisi, capito che Franco u Vastiddaru è un punto di riferimento gastronomico notevole nella fitta mappa di golosità palermitane, ho proprio capito che per me è importante essere Franco.
E la figata vera è che, dentro questo soprannome/concetto/modo di essere, ci trovo e ci butto dentro una marea di cose, cose che mi piacciono tutte o forse non proprio, ma sono le mie.
Poi diciamolo, il novanta per cento dei film d'azione più belli ha un protagonista che si chiama Frank, Frankie o Frensis. Che è un po' come ci si deve sentire ogni giorno per andare avanti, protagonisti del proprio fottutissimo film.






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