lunedì 24 febbraio 2014

Amicizie virtuali

Oggi mi sento di affrontare un tema che so per certo non riguarda solo me. Allora, lo dico chiaramente, anche i social hanno delle regole di educazione minima, che però in molti ignorano e stuprano, con seriale metodicità. Se siamo amiche (o amici, ma gli uomini sono molto più discreti in questo) su Facebook e poi nella vita reale siamo "conoscenti" devi fare due cose. La prima: non sentirti libera di commentare e laikare a tempesta quello che pubblico sulla mia bacheca o su quella di amici, perchè di base non me ne frega un cazzo della tua opinione. La seconda (in tandem con la prima): quando capita di incontrarsi è bene mantenere i nervi saldi e la testa sulle spalle, lanciarsi in discorsi di finta amicizia non serve a niente e poche cose mi infiammano l'ulcera come l'ostentazione di contenuti inesistenti. Mi fai perdere tempo.
Sottolineo queste cose perchè spero così di far passare un messaggio semplice e chiarissimo: queste entrate a gamba tesa nei profili altrui, mai richieste e spesso fuori luogo, fanno solo apparire chi le fa inadeguato e scortese.
Quindi, prima di piazzare commenti finto-amichevoli e entusiastici like a miei contenuti, pensa bene e rifletti: sei davvero mia amica? Pensi davvero mi interessi la tua opinione?
Dopo questo avviso ai naviganti mi prenderò la libertà di rispondere a chiunque profani le due leggi fondamentali sopracitate, linkando questo post. Casomai, per lavare l'offesa, il profanatore potrà sempre riservarsi la mossa definitiva. Quale? Togliermi dagli amici!



venerdì 21 febbraio 2014

Mentre tutto scorre

Ci sono periodi in cui, anche se lo desideri tanto, non succede niente, le cose non cambiano e tutto sta lì, dove lo lasci. Poi improvvisamente nell'ingranaggio generale entra un po' di polvere. Tossisce, si inceppa e poi riparte, ma con un ritmo diverso, che non riconosci.
Per imparare nuovamente la melodia delle giornate ci si mette un po'. All'inizio ti pare che questa nuova melodia sia molto peggio della precedente, che non ti appartenga affatto e che forse vuoi indietro la vecchia, così familiare e conosciuta.
Poi un giorno inizi a battere il tempo con il piede, quasi involontariamente, perchè anche se il tuo cervello ancora non ci ha capito niente, il tuo corpo già è nel flusso.
Certo è che se per sbaglio accenni timidamente a canticchiare il ritornello, succede qualcosa per cui ti rendi conto che forse non hai nemmeno capito dove ti trovi.
Per ora è lotta continua con me stessa e con tutto quello che ho attorno. Ma poi diventerà una canzone nota, da cantare sovrappensiero mentre si va in macchina da qualche parte, con Sambuca che sbava il sedile e te che metti i Metallica a un volume ingestibile.



giovedì 13 febbraio 2014

Sorellanza

Non ho una sorella, però l'ho voluta tantissimo. Tra i 6 e i 10 anni raccontavo, con metodica ciclicità, che mia mamma, la Flavia, era incinta. Con questo sistema infallibile maestre e compagni di classe si complimentavano con me e con la mia ignara mammina per maternità solo sognate. Pensavo che a forza di dirlo sarebbe successo davvero. Oppure pensavo che, come per tutto il resto, ripetendolo e prendendo i miei genitori per stanchezza, mi avrebbero fatto una sorella. 
Non è andata così. Sarà per questo che poi diventando grande ho trovato amiche-sorelle, con cui essere complici e stupide nello stesso momento.
Nel mio nuovo inizio ci sono due sorelle, una mi ha indicato la via e l'altra la percorrerà accanto a me. Cose che quando ti senti spaventata, come mi sento io adesso, fanno la differenza.


(Takato Yamamoto)

mercoledì 12 febbraio 2014

Pronti, via!

Bene, la pacchia è ufficialmente finita. Il mio riparo dorato in Brianza, l'illusione di vivere scrivendo cose, il sogno appena accarezzato di fare solo quello che mi piace e come dico io (leggasi free-lance) è stato rimesso al suo posto, sullo scaffale.
Non so cosa aspettarmi e sento però che mi manca il solito entusiasmo con cui affronto le nuove sfide. Magari sono un po' stanca, magari è febbraio, magari devo solo mettere tutto a fuoco il meglio che posso e godermi le cose per come verranno. 
Mi mancherà il quieto ritmo delle giornate in provincia, il chiacchiericcio delle signore eleganti che fanno pausa caffè ogni ora, i cenni di saluto con le persone del quartiere che ormai sono parte del mio panorama urbano, il treno degli studenti che scendono in massa in Bicocca.
Fine dei pranzetti prelibati e delle opinioni espresse liberamente. Fine dei miei ritagli di tempo e delle ore libere dedicate a cucinare per tutte le persone che amo, ma soprattutto per te (si tu!). 
Prendo il fiato, chiudo gli occhi e mi tuffo più lontana che posso dalla riva e poi se come si dice "la vita è come il mare, se ne fotte se non sai nuotare" proverò a stare a galla, magari con la grazia di Esther Williams...



sabato 1 febbraio 2014

Specchi

Le amiche sono specchi. In base alla loro natura, personalità e carattere, la riflessione varia e con lei quel che puoi vedere di te, in loro.
Alcune sono limpide e sincere, ti mostrano chiaramente anche i difetti e le anse più segrete di debolezze difficili da riconoscere come proprie. Psicanalitiche.
Alcune hanno personalità complesse e come con gli specchi magici che proiettano immagini buffe e un po' distorte, con loro la realtà è una delle possibili visioni, ma non la più interessante. Son quelle con cui poter condividere avventure e viaggi, con la certezza che non ti annoierai. Surrealiste.
Alcune valorizzano solo la parte migliore di te: gambe affusolata, vita sottile, una gran figa. Sono quelle che per l'amore che provano nei tuoi confronti perdono ogni oggettività e son così convinte di te da compiere il miracolo: farti vedere come ti vedono loro, bellissima. 
Motivazionali.
Non so esattamente che tipo di specchio sia io per voi, magari me lo farete sapere...