giovedì 24 aprile 2014

Curvilinea

Sto ingrassando e la colpa è chiaramente dell'azienda per cui lavoro. Detta così pare uno scarico di responsabilità ma è tutto vero, giuro.
Procedo con la dimostrazione pratica all'affermazione d'apertura: in ufficio siamo una quarantina, il che, banalmente, implica una quarantina di compleanni.
Trattasi di persone che - con gentilezza commovente, và riconosciuto - si presentano, il giorno del proprio genetliaco, con una selezione variegata e abbondante di paste e pasterelle, che accompagnano le mattinate di ordinaria follia. Lucide e colorate, leccornie in paziente attesa sul bancone del centralino, accanto alla dolce Francesca (un'altra nella mia vita!).
Il mio approccio iniziale è di cortese ma fermo rifiuto, parto determinata, poi verso le undici-undiciemmezza si presenta il calo di zuccheri e in modo ignorante mi lancio sui pasticcini e ne ingollo due o tre.
Questa scenetta, visto che siamo tanti, si verifica con una frequenza allarmante. 
Conti alla mano: quaranta persone, divise per dodici mesi, sono tre virgola tre periodico compleanni al mese, per semplicità diciamo tre, considerando poi che qualcuno compie gli anni di soppiatto nel week-end. 
Il rotolino di ciccia mi ha guardata con rimprovero e poi, magnanimo e paziente, mi ha spiegato da dove veniva. Viene dai pasticcini di compleanno dei colleghi, tutta colpa dell'azienda.
Potrò richiedere un'indennità in busta paga?








giovedì 10 aprile 2014

Torna presto

Ho notato che mi capita spesso di scrivere di acqua o comunque di fare riferimenti liquidi. Ho iniziato questo blog parlando di fare il bucato e di lasciare a mollo calzini e mani, per dire.
Anche questo ragionamento ha la fluida consistenza di un ruscelletto di montagna, limpido ma impetuoso.
L'ho presa molto alla larga perchè devo dire grazie, un grazie che è anche un arrivederci, ma con un "rivederci" che potrebbe essere anche fra un po' di mesi. E non mi piace.
Quindi è un grazie dolceamaro, con la lacrimuccia che si forma e resta incastrata fra le ciglia, rendendo la vista acquosa e i sentimenti più intensi.

Dopo Flavia, che mi ha chiamata Francesca, sei quello che mi ha dato più nomignoli e soprannomi, battezzandomi praticamente in ogni circostanza possibile. Alcuni fanno ridere un bel po', altri sono legati a situazioni precise, altri ancora sono entrati a far parte di me, ed è una gran regalo il tuo.
Anche il nome di questo blog, l'amatissimo Frensis&Partners, è opera tua. Che si sappia.
Frensis è stato il primo di una lunga serie, il più amato, quello che mi rappresenta meglio. Partners per comprendere tutte le amiche che ho attorno a me e di cui ogni tanto ti parlo (le francesche, barbara, mary, fabri che pure non è una donna...), perchè sono le mie persone, assieme a te.
Ci sono tanti modi per volere bene a qualcuno, tu mi hai battezzata e ogni volta hai saputo inquadrare tratti di me, mostrandomi cose che tu hai saputo vedere in mezzo al casino e alle esagerazioni, materie prime di cui sono composta.

Ora parti e mi lasci qui, orfana di una visione, la tua, sempre differente dalla mia. Mi mancherai Fede, e tanto.