Sto ingrassando e la colpa è chiaramente dell'azienda per cui lavoro. Detta così pare uno scarico di responsabilità ma è tutto vero, giuro.
Procedo con la dimostrazione pratica all'affermazione d'apertura: in ufficio siamo una quarantina, il che, banalmente, implica una quarantina di compleanni.
Trattasi di persone che - con gentilezza commovente, và riconosciuto - si presentano, il giorno del proprio genetliaco, con una selezione variegata e abbondante di paste e pasterelle, che accompagnano le mattinate di ordinaria follia. Lucide e colorate, leccornie in paziente attesa sul bancone del centralino, accanto alla dolce Francesca (un'altra nella mia vita!).
Il mio approccio iniziale è di cortese ma fermo rifiuto, parto determinata, poi verso le undici-undiciemmezza si presenta il calo di zuccheri e in modo ignorante mi lancio sui pasticcini e ne ingollo due o tre.
Questa scenetta, visto che siamo tanti, si verifica con una frequenza allarmante.
Conti alla mano: quaranta persone, divise per dodici mesi, sono tre virgola tre periodico compleanni al mese, per semplicità diciamo tre, considerando poi che qualcuno compie gli anni di soppiatto nel week-end.
Il rotolino di ciccia mi ha guardata con rimprovero e poi, magnanimo e paziente, mi ha spiegato da dove veniva. Viene dai pasticcini di compleanno dei colleghi, tutta colpa dell'azienda.
Potrò richiedere un'indennità in busta paga?

