Di recente mi è capitato di avere sempre più tempo a disposizione, tempo in meno per lavorare, tempo in più per tutto il resto.
E tutto il resto invece di spaventarmi, spazio vuoto da riempire, mi accoglie e mi stimola, mi offre nuovi interessi e mille possibilità.
Questa scoperta di un tempo solo mio e di una potenzialità prima inespressa, stritolata dentro le otto-dieci ore lavorate a testa bassa, mi riempie di un'euforia che provo solo quando mi ritrovo in qualcosa di davvero inatteso. Come infilarmi nei jeans più stretti che ho senza aver fatto nulla per entrarci, come scoprire una nuova amica, come ritrovare il basilico ancora vivo al ritorno da un lungo viaggio, come il sapore buono di qualcosa che prima non mi convinceva.
Felicità che voglio espandere e condividere, e lo faccio così.
Tempo a disposizione per pensare a quello che ho attorno e per studiarlo più a fondo. E anche se poi alla fine non è che scavo e trovo sempre cose belle e basta, che va bene essere felici ma mica tutti i giorni, che sennò sarei semplicemente scema, mi serve uno spazio.
Uno spazio in cui posso lasciare questi pensieri nuovi in ammollo per un po', stenderli ad asciugare per poi raccoglierli e vedere se durante il lavaggio per caso si sono ristretti o scoloriti. Però faccio un bucato a mano, non in lavatrice, non mi basta mettere il detersivo e schiacciare un bottone. Qui voglio bagnarmi le mani, farmici venire le grinzette e i bordi bianchi, fare una bella schiuma e sentire il profumo del sapone. Risciacquare con calma osservando l'acqua sporca e colorata che scivola via, sfregare bene e poi strizzare tutto con energia e convinzione. In fine, trovare un posto creativo in cui stendere, attaccando le mutande al rubinetto della doccia, posando un calzino sul termosifone, appendendo un vestito accanto alla tenda della doccia.

Mi hai "stesa" dal primo ciao, dal primo sorriso, a prima vista...e poi mi hai raccolta e tenuta con te! Ti abbraccio e sono felice che tu abbia trovato il tuo spazio!
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