giovedì 10 ottobre 2013

Caterina non smettere di cucinare


Per essere oneste io e te non ci siamo mai piaciute. Sei sempre stata troppo sbrigativa e concreta, molto poco affettuosa, per carattere, e io me ne sono sempre accorta.
Perchè adesso magari mi si frega facile, a quei tempi proprio no. Sentivo la tua freddezza e d'istinto mi scansavo. 
Poi sei morta e ho iniziato a capire, a ritrovare in me tratti di belligeranza e di caparbietà visti mille volte in te. Nel frattempo sono diventata anche io una donna e ti ho perdonato quasi tutto. Quasi.
Prima dell'estate ho trovato in cucina da mia madre un quaderno, scritto in un bel corsivo, calligrafia elegante e obliqua, la tua mano.
Sfoglio con calma e trovo tutti i tuoi cavalli di battaglia culinari, ma non solo. Ci resto male perchè io a casa tua ho sempre mangiato i soliti due o tre piatti. Gnocchi al pomodoro - fatti a mano da te - cotoletta, zucchine in carpione. 
Sfoglio e leggo e trovo cose meravigliose, piatti impronunciabili, dal gusto un po' europeo, stramberie in gelatina, fintipesci, note a margine che oggi fanno sorridere facendo parte di un tempo che non c'è più, un tempo in cui io non ero ancora in programma, un tempo in cui tu eri giovane e cucinavi, cucinavi e amavi.
Io ti ho conosciuta che eri già vecchia e da un bel pezzo la voglia di cucinare se n'era andata, come forse lo slancio d'amore più puro e profondo.
Le tue ricette e le tue note a margine sui tempi di cottura o sul prezzo delle pietanze mi hanno parlato forse più di quanto abbia mai fatto tu stessa. Mi chiedo solo perchè tu abbia insistito così tanto per insegnarmi la pittura ad olio ma non mi abbia mai messa con le mani dentro a una fontanella di farina e uova.
Sono passati anni e chissà cosa diresti se vedessi questa me di oggi, forse mi ameresti in un silenzio algido, come tuo solito, e non diresti proprio un bel niente. Ma tanto ormai ti ho capita, stai tranquilla, possiamo fare pace.




Nessun commento:

Posta un commento