mercoledì 23 ottobre 2013

Quarto Stato

Oggi mi è stato detto che non posso usare Il Quarto Stato come copertina di un progetto che ho scritto, perché il funzionario a cui verrà presentato è "marcatamente di destra".
Ci sono cose che faccio fatica a spiegarmi: il vortice di lana nell'ombelico, la canzone pacchiana sentita al bar che ti suona in testa e non ti molla più, i cerchi nel grano, perchè Sambuca ogni venerdì voglia litigare coi canarini al mercato. Grandi temi, lo so. 
A questi importanti interrogativi, oggi si va ad aggiungere il restarci male per cose a cui ormai avrei dovuto fare il callo da anni.
Purtroppo pare evidente che non ne sono capace e per certe cose mi si chiude la vena, esattamente come mi si chiudeva dieci anni fa.
Stupidità o genio? Ingenuità o coerenza? Dipende certamente dalle occasioni e da chi ho di fronte.
Stavolta, con uno sforzo notevole per non replicare, ho sobriamente incassato e sostituito Pellizza da Volpedo con un più politicamente corretto Giorgio De Chirico, domandandomi se davvero il funzionario avrebbe riconosciuto Il Quarto Stato e lo avrebbe poi interpretato come una dichiarazione di intenti sovversivi e sinistroidi. Un dipinto del 1901 ancora è da censurare? Pare di si. E non riesco proprio a non prendermela.



(per ritrovare il buon umore, ecco la versione Lego)


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