Fra le tante cose che mi possono ogni giorno stupire, rendendo la mia normalissima vita di trentatreenne un carnevale, metto senza incertezza la telefonata che ho ricevuto domenica pomeriggio.
Panoramica veloce sull'ambiente circostante: divano (sotto), cuscini (ovunque), fidanzato (accanto), un film che nessuno dei due sta guardando e che alla fine entrambi battezzeremo come "una gran cagata, l'hai scelto tu!".
Squilla un cellulare ed è il suo, due chiacchiere veloci e mi passa l'interlocutore misterioso, che è poi sua madre.
Rispondo con baldanza e il mio cervello si prepara a dare il massimo, che neanche una partita a Ruzzle.
Bene signori, mi ha chiesto una ricetta piaciuta moltissimo all'altro figlio, più piccolo, ospite da noi a Milano la scorsa settimana.
E qui due considerazioni mi squarciano e mi illuminano, come una torcia elettrica di felicità.
La prima: sto parlando di una donna che cucina ai massimi livelli possibili, dico solo che è palermitana per dire che rapporto possa avere con l'arduo compito di sfamare tutti in mille modi creativi e saporiti. Ho detto palermitana, non serve aggiungere altro.
La seconda: la ricetta incredibile, tenersi forte mi raccomando, sono le mie famose zucchine in padella. In pratica due zucchine tagliate a rondelle e buttate sul fuoco con un filo d'olio, acqua e a fine cottura, un mezzo dado di carne, così per insaporire. Roba da cucine da incubo, roba che quando proprio non ne puoi più di pomodori in insalata anche a novembre decidi che malgrado la pigrizia una verdura la puoi anche cucinare di tanto in tanto e ti butti sull'alternativa più facile e rapida che conosci. Ovvero: le zucchine in padella. Nemmeno trifolate, sono proprio buttate in padella e stop. Niente aglio, niente prezzemolo, insomma la mia lombardità fatta a ricetta.
Poi capita la magia che questo super piatto venga apprezzato da chi vive con la regina della melanzana fritta, dell'anelletto al forno e degli involtini di pesce spada e io mi illumino di una felicità piccola ma sincera. Soddisfazioni che vanno assaporate. Ah... rubate pure la ricetta, assaggiare per credere!

Di tutto mi avevano detto, ma "Regina della melanzana fritta" proprio no. Mi piace!!! Per evitare equivoci però, voglio dirti che la cena standard alle 21.30 di una sera qualunque al ritorno da lavoro (con le borse della spesa fin sopra i capelli, esattamente come la pubblicità) è fettina arrosto e insalata. Il resto è un trattamento speciale riservato alle vostre vacanze. Baci
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