Una settimana intera di sole e cielo azzurro, con la sola parentesi di una giornata in cui è scesa appena un po' di neve, è già un buon motivo per essere allegri e positivi.
Hanno riempito di nuovo il Naviglio e stasera mi attende una cena di tutto relax con due amiche e i loro racconti.
Praticamente l'estasi.
Noto però che la felicità non piace, bisogna più o meno lamentarsi senza sosta, per una cosa qualsiasi, quindi forza, ci metto poco ad allinearmi, sono nata polemica.
Ci penso un secondo e decido che desidero parlare male di quelli che trovano il coraggio di prendersela con fervore e di manifestare un senso civico integerrimo solo con gli extracomunitari.
La faccenda è piuttosto semplice: sui mezzi pubblici la rissa è sempre pronta a esplodere per motivi assortiti. Ma se c'è la possibilità di dare una bella lezione di civiltà a qualche straniero meglio ancora. Vecchiette che fino a pochi istanti prima erano accartocciate sui loro carrelli in uno stato di pre enfisema polmonare iniziano a inveire, in una ritrovata energia educativa.
Gli argomenti sono nobili, tipo che il magrebino con la tuta da imbianchino si deve reggere bene per non franare addosso ai vicini (vero ma se lo avessi fatto io non si sarebbe mai rivolto nessuno in quel modo). Oppure cacciare a male parole la donna con velo che sale sulla 90 con passeggino e 3 bambini oltre alle borse della spesa. Certo lei è un po' ingombrante e c'è da farle spazio, ma se fosse stata una ragazza italiana chi mai avrebbe osato dire che è indecente salire così carichi sull'autobus? Vogliamo dire che sull'autobus ci puoi salire solo se sei agile, flessuosa e possibilmente magra? E tu allora con 'sto carrellino e quel portamento da mummia? Non mi stai forse intralciando? Si, ma ti tollero, anche quando mi chiedi con tono dolce "scusi, scende alla prossima?" e quando ti dico di no mi proponi l'equivalente di una partita a twister, carrellino compreso.
C'è molta intolleranza, nei giovani come negli anziani, ma non è un motivo per prendersela con chi è in minoranza.
Poi finisce che i bambini imparano che offendere un extracomunitario non è un'offesa e ci ritroviamo 13.000 ragazzini che gridano "merda" allo stadio all'indirizzo di un giocatore.
Ah questo è già successo.

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