Certe volte la differenza tra una giornata ricca di avventura e una molto noiosa la fa l'amico a quattro zampe, un cane preferibilmente. Lo preciso per gli amanti dei gatti o per quelli che pensano che criceti e furetti siano animali da compagnia (non lo sono!).
L'operazione indispensabile della passeggiata, almeno due volte al giorno, regala una quantità inesauribile di spunti sui quali ridere e incazzarsi e riflettere.
Nella stessa giornata mi è capitato di discutere con un perfetto estraneo infastidito da me e dal fatto che il mio cane stesse annusando il muro di casa sua (era convinto che la pisciata fosse poi garantita), di terrorizzare la vecchietta del negozio di antiquariato e chincaglierie con vetrina su strada che ha avuto la malaugurata idea di mettere in bella mostra una specie di terrier bianco impagliato scatenando così la furia cieca di Sambuca, che l'ha naturalmente preso per vero. La strana immobilità dell'altro non l'ha turbato.
C'è poi la matta del quartiere che ha stabilito che lui sia il cane di Dio. Ho provato in ogni modo a spiegarle che il cane è Mio e non di Dio, come prova il fatto che trova me al freddo in giro a pisciarlo e non certo Dio. Ma pare che questa spiegazione sia troppo empirica e quindi inaccettabile.
Quella di spaventare il proprietario del banco dei canarini al mercato del venerdì è praticamente una liturgia di cui nè io nè lui ci priveremmo mai, solo perchè facciamo esplodere un casino da finale di Champions League in una tranquilla mattina milanese.
Tutti validi motivi quindi per amare il proprio orso peloso come nient'altro al mondo. Quando poi lo porti a lavare e te lo restituiscono con addosso una collanina che manco a Copacabana, la giornata prende per forza la piega giusta, e io ridendo ringrazio.
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