giovedì 16 gennaio 2014

Le erbette

Oggi all'altezza di Greco Pirelli ho visto un signore che sotto la pioggia raccoglieva le erbette sul ciglio dei binari. Una cosa decisamente strana per il posto in sè e per il gesto bucolico, un po' anacronistico.
Senza preavviso mi sono ritrovata in calzoncini corti, bicicletta, codini e mio nonno Andrea in bici con me. Campagna lomellina degli anni '80, tanto sole, cielo estivo un po' lattiginoso, cascine e mucche e contadini che ti vendono le uova nel caldo afoso. Ricordo il cestino di mio nonno pieno di erbette e il mio pieno di tutto tranne erbette, fiori per lo più, da portare a mia nonna.
A me poi non sono mai piaciute, come tutte le cose troppo verdi e palesemente salutari, ma la raccolta e tutto quello che comportava si e oggi è dentro uno scrigno prezioso di ricordi, che solo andrebbe aperto più spesso.
Non ci pensavo da tanto, è bastato vedere quel signore curvo sotto l'acqua impietosa di stamattina per rivivere tutto con chiarezza. Chissà quante altre immagini ci sono nel mio cervello, incastrate sotto anni di quotidianità e routine. Per oggi comunque sono felice, la pioggia ha liberato dalla polvere le erbette e i giri in bici con mio nonno Andrea, capelli bianchi su una testa dura, come la mia.



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